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Rotta · 7 giorni · circolareRotta charter · Sicily

Palermo circolare.

Giro di 7 giorni da Palermo tra le Egadi: San Vito Lo Capo, Favignana, Marettimo e Levanzo, con note su ormeggi e ancoraggi.

La rotta

La rotta giorno per giorno

Clicca un segnaposto sulla mappa o un giorno nel riepilogo qui sotto per vedere tappa, racconto e foto di quella giornata.

San Vito Lo Capo
Giorno 1

PalermoSan Vito Lo Capo

32 miglia di rodaggio verso ovest, oltre le falesie dello Zingaro fino a una rara spiaggia di sabbia siciliana: buona prima giornata per collaudare l'armo.

Distanza

30 NM

Navigazione

~6 h a 5 nodi

In sintesi

La rotta in sintesi

Stagione migliore

aprile – metà ottobre (alta stagione mag – set)

Durata

7 giorni

Partenza

Palermo

Zona di navigazione

Sicily

Riepilogo della rotta

Clicca un giorno per tornare alla mappa e vederne foto, racconto e consiglio per l'ormeggio.

La storia completa

Il viaggio giorno per giorno

Ancoraggi con nome, consigli per l'ormeggio e cose da fare per ogni tappa della settimana — la mappa ti segue mentre scorri.

Giorno 1 / 7
San Vito Lo Capo
1
Giorno 1

PalermoSan Vito Lo Capo

La prima tappa fuori da Palermo è abbastanza lunga da mettere in riga l'equipaggio senza sfiancare nessuno. Trentadue miglia verso ovest, quasi sempre al traverso se il solito maestrale entra a fine mattinata. La riserva dello Zingaro scorre a dritta, sette chilometri di calcare intatto dove dentro i confini non si può ancorare: la si ammira e si tira avanti. In fondo aspetta San Vito Lo Capo, con il porticciolo raccolto sotto Monte Monaco. La spiaggia del paese è di vera sabbia bianca, cosa insolita su questo tratto dove quasi ovunque si entra in acqua dagli scogli. Di solito ormeggiamo a metà pomeriggio, facciamo due passi sul lungomare e cerchiamo il cous cous alla trapanese in una delle trattorie sulla banchina. A San Vito il cous cous è una cosa seria: il festival di settembre lo dimostra.

Cosa fare

Bagno nell'arco di sabbia bianca di San Vito

Sentiero costiero della riserva dello Zingaro

Cous cous alla trapanese sulla banchina

Tramonto da dietro Monte Monaco

Consiglio per l'ormeggio

Il porticciolo di San Vito ti prende di poppa per circa €60–100 a notte ed è ben riparato dai venti da nord. Se è pieno, dai fondo nella baia appena fuori, su sabbia in 5–7 metri.

Favignana
2
Giorno 2

San VitoFavignana

Favignana ha la forma di una farfalla, tagliata in due dal crinale di Monte Santa Caterina con il vecchio forte in cima. La traversata da San Vito è di una ventina di miglia, d'estate quasi sempre una comoda planata in poppa. Cala Rossa, sul lato est, è l'ancoraggio di cui parlano tutti e per una volta la fama è meritata: calcare chiaro scavato in mensole bizzarre, acqua che si accende sul fondo di sabbia. Qui, nel 241 a.C., romani e cartaginesi combatterono la battaglia decisiva. A terra la vecchia tonnara Florio domina ancora il porto, una cattedrale del tonno ormai silenziosa. Se hai un pomeriggio libero noleggia una bici: l'isola è piatta e piccola. Per cena, le busiate avvolte nel pesto alla trapanese sono il piatto da ordinare.

Cosa fare

Ancoraggio e bagno a Cala Rossa

Visita alla silenziosa tonnara Florio

In bici alla cala delle cave di Bue Marino

Busiate al pesto alla trapanese per cena

Consiglio per l'ormeggio

Il porto di Favignana ti prende di poppa a circa €60–100 a notte, con buon riparo dai venti da nord. Se invece cerchi solo una sosta per pranzo, ancora davanti a Cala Rossa su sabbia in 4–6 metri e tieni d'occhio la brezza che gira nel pomeriggio.

Marettimo
3
Giorno 3

FavignanaMarettimo

Marettimo è la più esterna, esposta a tutto quello che arriva dal Mediterraneo aperto: per questa tappa scegli una previsione stabile. Quindici miglia a ovest di Favignana e il carattere cambia del tutto. Ci vivono circa settecento persone, niente strade oltre il paese, le merci si muovono ancora a dorso d'asino. Il porto è piccolo e si nuota dalle falesie più che dalle spiagge. Cala Bianca, sulla costa sud, è la sosta classica: calcare bianco che precipita nel blu profondo. Se l'equipaggio ha gambe, il sentiero verso nord sale al castello di Punta Troia, del dodicesimo secolo, arroccato sulla sua rupe. I sub vengono per le grotte; la Grotta del Cammello è quella da vedere in apnea. Da Enzo, in paese, prepara il pesce alla stemperata, agrodolce con capperi e olive, quando la pescata lo permette.

Cosa fare

Bagno tra le falesie calcaree di Cala Bianca

Mulattiere fino al castello di Punta Troia

Snorkeling nella Grotta del Cammello

Pesce alla stemperata in paese

Consiglio per l'ormeggio

Il porto di Marettimo è stretto: di poppa a circa €40–60 a notte e riparato da nord, quindi punta ad arrivare presto per trovare posto. Cala Bianca funziona come ancoraggio diurno su sabbia in 5–7 metri, ma solo con mare calmo.

Levanzo
4
Giorno 4

MarettimoLevanzo

Levanzo è la più piccola delle Egadi abitate e la più quieta: un solo borgo di case bianche attorno a un porticciolo a conchiglia e forse duecento residenti. Da Marettimo sono appena dodici miglia, una mattinata tranquilla. Si viene qui per la Grotta del Genovese, sulla costa nord, dove pittori neolitici e, molto prima, mani dell'era glaciale hanno lasciato cervi e tonni sulla roccia. Ci si arriva con visita guidata da prenotare in paese, a piedi o via mare. Cala Fredda, sul lato est, è la sosta per il bagno: ciottoli sotto i piedi e acqua limpida che entra piano. La sera ordina i ricci con un bicchiere di Nero d'Avola e guarda il porto che si acquieta.

Cosa fare

Prenota la visita alla Grotta del Genovese

Bagno dai ciottoli di Cala Fredda

Ricci di mare con un calice di Nero d'Avola

Passeggiata fino a Cala Tramontana, a nord

Consiglio per l'ormeggio

La banchina di Levanzo ha solo una manciata di posti di poppa a €30–50 a notte, quindi conviene arrivare presto o mettere in conto l'ancora. Cala Fredda tiene bene su sabbia in 4–6 metri se il porto è occupato.

San Vito Lo Capo
5
Giorno 5

LevanzoSan Vito Lo Capo

Si vira verso la terraferma: il rientro a San Vito Lo Capo è di una ventina di miglia a nord-est in acque aperte. Con tempo stabile vale la pena spezzare la traversata con un bagno a Cala Mancina, sul versante a mare della riserva dello Zingaro; dentro l'area protetta non si può ancorare, quindi ci si tuffa restando appena fuori. Tornati a San Vito, il porto è già familiare dalla prima notte e l'avvicinamento a fine giornata diventa facile. A terra, la salita al Santuario di Santa Crocifissa di Custonaci ripaga con la costa accesa dal crepuscolo. Poi rinfrescati con una granita alle mandorle in paese. È una giornata più lenta dell'andata e in genere l'equipaggio la accoglie volentieri.

Cosa fare

Bagno a Cala Mancina, fuori dalla riserva

Salita al santuario di Santa Crocifissa

Granita alle mandorle a San Vito

Seconda passeggiata sulla spiaggia di sabbia

Consiglio per l'ormeggio

Si torna nel porto di San Vito, di poppa a €60–100 a notte e ben riparato da nord. Stesso posto della prima notte, quindi conosci già l'avvicinamento e la tenuta.

Terrasini
6
Giorno 6

San VitoTerrasini

Terrasini è un porto di pesca vero, non una località turistica, e dopo le isole è proprio questo il bello. Il salto a est da San Vito è di circa quindici miglia, quasi tutte sottocosta. Il centro storico si raccoglie attorno a una piazza barocca e il mercato del pesce vicino al porto, all'ora giusta, è la vera attrazione. Ancora davanti a Cala Rossa di Terrasini per un bagno, oppure prendi un posto alla banchina del paese. Un miglio a ovest la riserva di Capo Rama ha grotte marine che meritano una nuotata in maschera se il mare resta calmo. Qui siamo in terra di agrumi, quindi compra arance rosse finché puoi. Per cena, la pasta con le sarde, con finocchietto selvatico e una manciata di pinoli, è il piatto che dice che sei arrivato dalla parte di Palermo.

Cosa fare

Bagno a Cala Rossa di Terrasini

Snorkeling nelle grotte di Capo Rama

Arance rosse al mercato del pesce

Pasta con le sarde per cena

Consiglio per l'ormeggio

La banchina del paese a Terrasini ti prende di poppa a circa €40–60 a notte, con riparo da nord. Se è affollata, Cala Rossa di Terrasini tiene bene su sabbia in 4–6 metri.

Palermo
7
Giorno 7

TerrasiniPalermo

L'ultima tappa è breve, quindici miglia verso est fino al golfo di Palermo. Se avanza tempo, dai fondo per un ultimo bagno nella riserva di Capo Gallo o davanti a Isola delle Femmine, prima che il marina si inghiotta il viaggio. Fai rifornimento di gasolio prima di ormeggiare: eviti la corsa la mattina della riconsegna. La Cala si trova proprio nel porto vecchio, centralissima e rumorosa, mentre Villa Igiea offre posti più tranquilli e più cari dall'altra parte del golfo. Poi c'è Palermo: il mercato della Vucciria all'imbrunire, tutto voci di venditori e frattaglie alla brace, e la Cappella Palatina con il soffitto di mosaici arabo-normanni. Prendi un panino con le panelle da una bancarella. È il punto fermo giusto, caotico, dopo una settimana di ancoraggi silenziosi.

Cosa fare

Ultimo bagno nella riserva di Capo Gallo

Mercato della Vucciria all'imbrunire

Mosaici arabo-normanni della Cappella Palatina

Panino con panelle da una bancarella

Consiglio per l'ormeggio

La Cala, dentro il porto vecchio, costa €100–160 a notte in alta stagione; Villa Igiea, dall'altra parte del golfo, è l'alternativa più cara e più curata. Fai rifornimento alla banchina carburante all'ingresso prima di prendere il posto.

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